...e sei libero di muoverti!

Ernie, danneggiamento dischi intervertebrali

a cura di Dott. Ing. Serena Pani - Ingegnere Biomedico - Dott. Guido Gadducci - Medico Chirurgo specialista in Anestesia e Rianimazione.

Descrizione e sintomi

Le vertebre sono costituite in generale da una struttura rigida esterna, che costituisce il corpo della vertebra, da un anello fibroso e da un nucleo polposo, protetto dall'anello fibroso e, insieme ad esso, contenuto dentro al corpo vertebrale.

L'ernia del disco è una patologia che si verifica quando il nucleo polposo del disco intervertebrale (la parte centrale) si sposta dalla sua sede e fuoriesce attraverso le fibre dell'anello fibroso che la contiene (parte periferica).

Con il passare degli anni, o a seguito di traumi di natura meccanica, nell'anello fibroso si formano delle lesioni che favoriscono l'uscita del nucleo polposo, causando quindi l'ernia. Lo spostamento di queste strutture può schiacciare terminazioni nervose che, a loro volta, causano il dolore che si irradia lungo il decorso del nervo stesso.

L'ernia del disco si verifica con maggiore incidenza nel tratto lombare della colonna vertebrale, e più raramente implica altre zone. Per questo motivo un sintomo tipico dell'ernia è la sciatica.
La compressione dei nervi comporta, oltre ad un forte dolore, anche una sensazione di debolezza ad una o ad entrambe le gambe ed una riduzione della mobilità.


È possibile però che l'ernia, se non entra in contatto con una radice nervosa, non dia segno di sé.

Cause

In molti casi l'ernia del disco è un fenomeno legato all'invecchiamento delle strutture che gradualmente si deteriorano. Con l'età, infatti, i dischi intervertebrali perdono la loro idratazione e per questo motivo sono più soggetti a strappi e lesioni.

Anche movimenti mal eseguiti contribuiscono al verificarsi di questa patologia, come avviene se infatti si solleva un peso gravando sulla schiena, invece che sulla gambe.

Come per altre patologie anche in questo caso,  il sovrappeso è sicuramente un fattore di rischio piuttosto importante.

Inoltre, attività che sottopongono ad eccessivo stress il tratto lombare del rachide, ripetuti sollevamenti accompagnati a torsioni, o lavori in cui è richiesto di rimanere a lungo in piedi, sono sicuramente le cause principali di questa patologia.

Diagnosi

I dolori provocati dall'ernia del disco sono molto forti e limitano notevolmente il movimento. Non trascurare il problema eviterà sicuramente di degenerare ulteriormente la situazione.

Il medico valuterà in che condizioni si presenta il dolore, facendo compiere al paziente determinati movimenti. Gli esami radiografici (TAC o RMN)consentiranno di valutare lo stato dei dischi intervertebrali e l'eventuale presenza di ernie.

Nel caso in cui si sospettano anche danni a livello dei nervi, sarà necessario ricorrere all'elettromiografia.

Gli effetti della terapia Enerpulse®

La terapia Enerpulse®, associata ad una corretta terapia medica e farmacologica, è un valido ed efficace aiuto per la risoluzione del dolore legato a queste patologie, e consente un più rapido recupero, anche laddove è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.

I risultati di studi clinici mostrano infatti che, complessivamente, un paziente trattato con la terapia Enerpulse®, sia prima che dopo l'intervento, ritorna allo stato ottimale in un tempo più breve.

Sebbene si tratti di patologie degenerative ed  irreversibili, la terapia Enerpulse® consente di rallentare, ed in alcuni casi di bloccare, la tumefazione del sito e riattivare l'attività metabolica delle cellule coinvolte.

L'onda prodotta è completamente biocompatibile e non è nociva né per il paziente, né per il terapista. Inoltre, proprio grazie all'azione pulsata, non genera calore e non surriscalda i tessuti.

Il campo elettromagnetico prodotto agisce direttamente a livello cellulare e stimola il potenziale di membrana, responsabile degli scambi in ingresso ed in uscita dalla cellula, alterato dallo stato patologico, e riattiva la respirazione mitocondriale, fondamentale per la produzione di ATP.

L'impulso aiuta così la cellula a guarire riattivando, in maniera non invasiva, i processi di guarigione spontanea.

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